domenica 30 settembre 2018

IL DRITTO E IL ROVESCIO 🎾 (20 agosto 2018)

L'incidente mortale di Barbaruta ripropone il dibattito sulla rete stradale della provincia di Grosseto.
Quella di Barbaruta è una via che, chiaramente, è tarata su un traffico locale e, prevalentemente, collegato alle attività agricole della zona (il dritto). D'estate, assieme alla strada degli Aiali, rappresenta una via rapida per raggiungere, giunti a Roselle, Castiglione (il rovescio).
Conosco bene quella strada (così come quella degli Aiali) viaggiandoci con regolarità sia in estate che in inverno. Chi lo fa conosce anche bene la differenza di traffico che vi può incontrare al variare delle stagioni. In estate a quello delle auto si somma quello di mezzi agricoli ed autotreni che, per ovvie ragioni lavorative, la devono utilizzare. Si tratta di una strada non larga, ma con rettilinei che, nonostante il limite a 50 km/h, può spingere ad accelerare. Ci sono molti incroci a raso e nel tratto più vicino all'incrocio con la strada del Padule, nonostante i recenti interventi, presenta una carreggiata non regolare. Nel passato la polizia provinciale era più volte intervenuta posizionandovi l'autovelox.
Descritta in breve la situazione occorre riflettere sul traffico che, cercando di bypassare Grosseto, raggiunge il mare, spesso utilizzando la cosiddetta rete viaria minore, come la strada di Barbaruta, facilmente raggiungibile sia dall'uscita Grosseto Nord, che dalla già citata strada degli Aiali, che da quella dello Sbirro. Occorre però riflettere ulteriormente sulla realizzazione di una viabilità alternativa adeguata. Viabilità che, in realtà, è già stata individuata da tempo, ma che come spesso accade è bloccata in sede di tribunali amministrativi a causa di un ricorso e, ad oggi, di un accordo che non si trova tra un proprietario e la Provincia di Grosseto. Una bretella che da Grosseto Nord conduce direttamente sulla via Castiglionese poco dopo l'aeroporto. Una strada che permetterebbe di alleggerire la città e la rete viaria minore, oltre che dal traffico diretto verso il mare, anche da quello pesante che oggi passa per via Uranio. La speranza, dunque, di fronte a nuove morti (che non si risolveranno in toto con questa soluzione) è che prevalga il buonsenso, che si giunga finalmente a quella soluzione cui gli uffici (nonostante le attuali ristrettezze economiche -altro problema da risolvere in sede nazionale- dell'ente) lavorano da anni, senza dover attendere i tempi della giustizia amministrativa e con tutte le incognite del caso. Questo nell'interesse del cittadino che a normativa vigente tutela il suo diritto di proprietario, ma anche - e soprattutto- dell'interesse pubblico che, dopo l'incidente di Barbaruta, ripropone con forza la necessità della realizzazione della "bretella verso il mare".

IL DRITTO E IL ROVESCIO 🎾 (18 agosto 2018)


Vittorio Sgarbi propone di abolire il voto segreto in maniera tale che si sappia chi ognuno ha votato.
Riconosco a Sgarbi una grande arguzia e capacità comunicativa (il dritto), riconosco altresì la sua vena provocatoria che lo rendono una sorta di D'Annunzio dei giorni nostri (il rovescio).
Lo spunto di riflessione me lo dà questo secondo assunto. L'abolizione del voto segreto è e resta una provocazione. ogni democrazia moderna lo garantisce anche perché questo rappresenta un pilastro della libertà di scegliere i propri governanti. Non dire chi si è scelto è infatti oggi importate al pari della possibilità di scegliere.
Se però la provocazione di Sgarbi è una chiara polemica rivolta all'attuale esecutivo, una riflessione sulla democrazia la pone, quanto meno a livello teorico (ribadisco che è inapplicabile a mio giudizio sul piano pratico). La mia domanda, infatti, è se in una democrazia che si ritenga reale sia necessario il voto segreto.
Questo è il vero punto.
Se infatti, come sostengo in apertura, questo ne è un caposaldo, allo stesso tempo riconosco che in una democrazia in cui la polemica e - a volte - l'insulto lasciano spazio ad un reale dibattito, anche acceso, ma nel rispetto delle posizioni e delle opinioni altrui, il voto segreto non dovrebbe essere realmente necessario. Perché dunque una persona si dovrebbe celare proprio dietro la segretezza per nascondere ciò che realmente pensa? Se questo può rappresentare una difesa rispetto alla storia precedente, fatta di dittature o, nei casi migliori di oligarchie, oggi dovrebbe avere senso, o lo ha, se non si è realmente sicuri che la nostra opinione non ci possa causare dei problemi. Un pensiero che può sembrare contorto, ma che in realtà non lo è. Uno stato che rispetta i propri cittadini ed un popolo che, a sua volta, rispetta lo stato e le sue regole, dovrebbero permettere a tutti di esprimere un voto palese. Il motivo per cui questo si è assegnato è deve e restare libero e personale. Quando però quella che, detta da Sgarbi, è - e probabilmente resta- una provocazione diventerà realtà, forse potremo dire che la democrazia - in ogni parte del mondo- sarà tornata ad essere veramente tale.

IL DRITTO E IL ROVESCIO 🎾 (17 agosto)

La tragedia di Genova continua a tenere banco in un'Italia che sembra essere entrata in un circuito vizioso da cui ha difficoltà ad uscire, forse non per colpa delle volontà, ma di un sistema Paese che è in evidente crisi.
Oggi sono tutti a cercare le responsabilità (il dritto), ma anziché momenti di riflessione si stanno scatenando le polemiche che di utile hanno ben poco (il rovescio).
Quello che è più deprimente è leggere accuse su chi ha preso soldi da chi, soprattutto se sono giunti come finanziamenti leciti a destra quanto a sinistra. In questa prima fase (dopo se ne potrà certamente parlare e ragionare anche di opportunità) si può dire: ma che cosa ce ne importa? Più grave sarebbe invece il caso in cui fossero accertate responsabilità da parte del concessionario e davvero si dovesse arrivare alla situazione di non poter revocare la concessione stessa. Se così fosse, di fronte a decine di morti, allora davvero sarebbe da domandarsi: ma che Paese è questo?
Personalmente ribadisco il concetto che avevo espresso due giorni fa e che, purtroppo, le cronache smentiscono, c'è cioè da agire in fretta. Mentre si accettano le responsabilità (e non ci si può mettere due giorni, ma occorre tempo) è necessario studiare davvero un grande piano delle opere pubbliche e della loro sicurezza. A detta dei tecnici - io non ho competenze e non do giudizi nel merito- infrastrutture che potrebbero sembrare moderne (se paragonate agli antichi ponti che ancora caratterizzano l'Italia) sono realizzate con materiali che senza l'adeguata manutenzione dopo 50 anni sono già vecchie. Bene, se davvero è così occorre adoperarsi, lasciare fuori le polemiche e agire. Dallo stato centrale per giungere ai comuni, passando per le regioni e le province. Dotando tutti gli enti delle risorse adeguate, senza timore di realizzare il nuovo laddove la ristrutturazione si rivelasse impossibile o troppo onerosa. La sicurezza dei cittadini, in uno stato che sia veramente tale, deve stare al primo posto.

IL DRITTO E IL ROVESCIO 🎾 (16 agosto)

Sta per ripartire il campionato di serie A che, dopo anni, sembra invertire la tendenza di quello che era stato un lento declino.

L'estate appena trascorsa ha dunque fatto registrare un settore che, in un'Italia che fatica ad uscire dalla crisi, ha battuto un colpo (il dritto). Le cifre spese dalle varie società, in linea con quelle delle big europee, hanno però fatto tornare a discutere sulla moralità delle stesse (il rovescio).
Tutto questo porta alla discussione su un gioco che un tempo era tale, ma che ormai da decenni è diventato business, ma anche sul suo mutamento. Un tempo le grandi spese venivano effettuate dai peperoni nostrani che utilizzavano le società come un mezzo pubblicitario (chi può dare maggior popolarità del calcio?), ma anche per risparmiare sulle tasse. Il risultato erano società piene di debiti che il Paperone di turno ripianava a fine stagione. E se non si trattava di una delle big, la fine inesorabile era che con il suo addio al calcio spesso falliva anche la stessa società.
Oggi le cose sono cambiate. Si parla, appunto, di business e con questo di marketing e merchandising. Cristiano Ronaldo arriva in una Juventus che produce utili, con un investimento degno di un'industria, ed il suo ingaggio dovrà produrre nuovi guadagni. Milan ed Inter sono quasi delle start up che investono, attraverso le loro proprietà straniere, per raggiungere lo stesso risultato nel giro di qualche anno. La Roma degli americani è sulla stessa strada della Juventus ma ha uno stadio di proprietà in meno, almeno per ora, che ne impedisce il salto di qualità finanziario. Il Napoli ha assestato il suo colpo in panchina con Ancelotti in una gestione alla vecchia maniera che molti studiano se possa rendere al cospetto delle quattro pretendenti sopra citate. E poi ci sono le altre, chi "compra, baratta e vende" facendo ottimi affari e buoni risultati (leggi Lotito con la Lazio), chi non riesce a fare il salto per tornare tra le grandi (la Fiorentina e il Torino), chi punta tutto sui giovani garantendosi un futuro (l'Atalanta e l'Empoli), chi resta a galla, ma non si muove di lì (il Bologna e il Sassuolo), chi ha puntato molto sullo stadio (Udinese e Frosinone), chi ancora ha il suo fascino ma non basta (Genoa e Sampdoria), chi ritorna (il Parma) e chi prova a restare (la Spal e il Chievo). Insomma siamo di nuovo a ragionare di campionato dopo un'estate in cui anche il calcio ha fatto parlare di business, trasformando tutti noi in una sorta di manager del pallone. Basterà tutto questo per avere sul campo uno spettacolo maggiore grazie ai campioni che sono arrivati ed a quelli che non sono andati?

IL DRITTO E IL ROVESCIO 🎾 (14 agosto 2018)

Il tragico crollo del ponte Morandi di Genova riapre l'ennesimo dibattito sullo stato delle infrastrutture italiane.

L'Italia degli anni '60 fu sicuramente un modello di paese in crescita, intraprendente, all'avanguardia con opere di ingegneria che facevano invidia al mondo. In quegli anni -che precedettero l'avvento dei Tar- si costruirono grandi opere in tempi rapidi, meno di un decennio per l'Autostrada del Sole (il dritto). Da quel momento in poi le politiche infrastrutturali hanno subiti un'inversione a U, strette tra ricorsi e ambientalismi a volte giustificati, ma molte altre no, ed un sistema corruttivo che era diventato talmente regola da far crollare il sistema, incapace poi di rinnovarsi nel post tangentopoli (il rovescio).
A questo punto occorre riflettere e, ancora una volta sarebbe giusto farlo senza dividersi in fazioni e con una logica che esalta il pregiudizio anziché la ragione. Sul ponte di Genova chi ha viaggiato in autostrada è passato almeno una volta. Le grandi infrastrutture, viarie e ferroviarie, sono necessarie ma devono essere sicure. Quanti ponti Morandi ci sono in Italia? Quanti rischi corre chi viaggia in autostrada o sulle strade principali (la tragedia di Bologna ne è un esempio)? Le grandi infrastrutture vecchie ormai di oltre 50 anni sono sempre sicure o hanno bisogno di imponenti opere di ristrutturazione? Voglio però giungere anche al locale: i sistemi delle reti viarie provinciali che con la "discussa" (lo metto tra virgolette perché dovrei essere molto più critico) Riforma Del Rio sono alla mercé degli eventi senza che gli enti abbiano i soldi per intervenire garantiscono la sicurezza del viaggiatore? In Maremma, ad esempio, abbiamo avuto le nostre tragedie e vorremmo evitarne altre (e non mi riferisco solo ad un Corridoio Tirrenico mai come ora da adeguare). È dunque giunto il momento di un vero e proprio piano nazionale per garantire l'incolumità di chi viaggia e per far sì che tutto ciò, qualora accada, sia l'eccezione e non diventi la regola. Un piano da redigere con il contributo di tutti e senza facili polemiche in un momento in cui queste devono lasciare spazio alla riflessione e alle soluzioni reali del problema.

IL DRITTO E IL ROVESCIO 🎾 (13 agosto 2018)

È di questi giorni l'allarme lanciato da più parti sul calo del turismo in Maremma. Una riflessione, quella su uno dei settori portanti del territorio, che è ampia.
Di sicuro il fine settimana -come avviene da anni- è trainante (il dritto), purtroppo è la settimana che fa segnare cali importanti (il rovescio). Di certo molte giustificazioni valgono, come il maltempo che ha caratterizzato la primavera rispetto al bel tempo della passata stagione. Certamente anche una situazione internazionale più serena invoglia italiani e stranieri a rimettersi in viaggio verso luoghi che erano stati evitati a vantaggio della nostra terra. La domanda vera però è una: che cosa stiamo realmente sbagliando nell'offerta turistica? Perché non riusciamo a fare il salto di qualità come altre zone d'Italia e d'Europa? C'è forse un rilassamento verso ciò che è sicuro e una scarsa vocazione per invogliare chi non è comunque scontato che poi scelga noi? Ognuno avrà la sua medicina, la speranza però è che finalmente tutti possano restare uniti: politica, imprese e cittadini. Perché la strategia deve essere una soltanto e la marcia compatta. Altrimenti nel futuro saremo ancora qui a discutere su ciò che serve per la crescita di un settore che -per noi- è e rimane strategico.

IL DRITTO E IL ROVESCIO 🎾 (10 agosto 2018)

Salvini, ed è da tempo un suo cavallo di battaglia politico, ragiona sull'utilità del ritorno della leva militare come una sorta di momento educativo e formativo dei giovani.
Dopo anni di lotte per abolire la tanto attesa, quanto discussa, leva per poi esserci riusciti (il dritto), oggi si pensa di ripristinarla (il rovescio). Ognuno sulla leva ha la sua opinione ed i suoi ricordi, belli e brutti. Non vedo semplice (ma credo che nel concreto lo sappia anche il Ministro) ripristinare il militare obbligatorio dopo che sono state dismesse le caserme e ridotto, professionalizzandolo sempre di più, il personale. Lo vedo ancor più difficile di fronte all'aumento di coloro che frequentano l' Università con la necessità di iniziare ad acquisire esperienze lavorative subito dopo la laurea. E qui la domanda sorge spontanea. Ai giovani manca il servizio di leva o l'educazione (e qualche scappellotto) della famiglia? Tutto ciò che porta ad una sana discussione, da chiunque venga, è sempre positivo!!!